Languida, selvaggia, sorgente depurata,
circondata da miserie dove il vano si rimarca.
Gentile nel servire i manoscritti di speranza,
collaudati da quei poveri e sarcastici di razza.
Facili i discorsi ben durati in ogni luogo,
riecheggiano nelle fosse non comuni per istinto.
Serali resoconti di lavori millenari,
rincuorano in passaggi formalmente ricreati.
Lentezze poco chiare in serpeggi monotono,
calpestano gli ornati sentimenti poco chiari.
Nel corpo del solista saliranno solo danni
che da libere strettoie albeggeranno l’indomani.
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3 anni fa

1 commenti:
La porta può essere anche canale di input/output in un computer. Così in una visione più tecnologica quanto "macchinoso" è il mio pensiero... ho letto una trasposizione di tutti le riflessioni emotive e razionali che attraversano l'umano, come se fossero dati che passano attraverso porte parallele. Anche questo post può essere reinterpretato da questa angolazione, dove input ed output viaggiano insieme. L'input sono le parole scritte in un blog, che già viaggiavano in output dentro di te per uscire allo scoperto, poi di nuovo input per il lettore e a seguire l'output della riflessione... come questo mio commento. Ogni conversazione pensata, scritta e/o parlata può essere assoggettata a questo principio e a questa similitudine. Un dialogo, una trasmissione telepatica, una chat, un botta e risposta letterario o epistolare. Se l'input e l'output emozionali, si dovessero ripromettere o imporre di viaggiare solo attraverso lo stesso mezzo: il nostro essere unico e solista... credo che si potrebbe impazzire...
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