Canale Alfa


Atto

Piccole sospensioni di ornamenti corrotti,
governate da fluttuanti decorazioni votive,
osservano incerti i propri frutti incompresi
che con stupore ne cessano lo scuro vigore.
Vivendo vaghi drammi edulcorati e declini
al vigore dell'essenza di docili contrasti,
partecipano a lotte su incessanti macerie
dove l'utile avrà senso nel distacco fiorito.
Rumori e strappi d'arti già caduti in passato,
colpiscono brandelli di polvere preservata
in riserve bagnate dove i corpi si rinnovano
e con giusti segni folli ne resteranno indenni.

Canale Alfa - DCI


Anteprima del video-clip DCI (progetto Canale Alfa).
Voce e Testi: Daniele Vergni
Musica: Matteo Seduta
Animazione e Montaggio: Francesco Riccardi

Bivi

Bisessualità latenti, o come ripiego di un rapito segmento idealizzato da un punto di vista aulico, semantizzato da ritmi cadenti e costretti a un lungo passaggio di riforme.
Soavi sensazioni che apprezzano durature instabilità, rendono conto del giusto impatto che si dimena in forma liquida al numeroso abbraccio dell'eremitaggio compreso tra carne e ossa.
Saltuari paragoni esaltati, segnano vivide emozioni di pastelli archetipici già riformati, sofisticate e luccicanti, intravedono suggestive richieste.
Santi egemonici, sacrileghi sovvertitori di folle in delirio cigolante, ritornano nelle forme dimenticate,
ormai calcificate, ingrate di essere considerate per quello che l'ego del significato estetico richiede al loro ritmo.
Somiglianze essenziali al capolinea di fattori stereotipati nel tentativo di un moltipicarsi, miseramente nel perdurare di estenuanti riconciliazioni, si corrompono. 
Pochi abbracci per un clima denso di anestetizzanti invidiati come concretizzazioni d'un emancipato realizzatore incognito, divorano le scelte assunte.

Attesa

Salvezza

Esternare condizioni favorevoli alla base,
malate d’insonnia lucida e composita di ruoli.
Trascinarsi eleganti in spazi neutri e selvaggi,
costruiti in tratteggi orientati e solubili.
Grandi menti contrapposte, si sprecano,
scavalcano i toni della sapienza ordinaria
e ne rifiutano l’ormeggio da tempo ricercato,
nel voltarsi con rinuncia, ne risultano appagati.
Lamenti saltuari in cerca d'espiazione
collegano santi ed ombre in cibi mondani.
Con rinunce di torpidi mutamenti visionari
si rifaranno a quello che più gli si avvale.
Soliloqui clandestini carichi di orfani miopi,
incapaci di orientarsi nel cercare sana luce,
osservano quello di cui non si avvalgono
per porre fine certa al vile soliloquio.
Valutando i percorsi delle forze apparenti
ci si libera d’affari riposti e passati,
ormai celati in lapidari compromessi
in cui nulla appare più come dono d'amore.

Molestia

Giusti intrecci di un’essenza 
capovolta alle soglie di un perdono,
in vano cerca il suo sguardo
che nascerà ai limiti del vuoto.
Solo ruvide attese stanche
di un principio già corroso,
vedranno limpidi gli abbracci
di elementi mai rinati.

Lividi

Un tumulto d'idee sovrastanti
deturpano memorie dissimulate
da componenti tradite d'ardore
che di fremiti s'irradiano cadenti.
Insignificanti tralasci d'inerzie
ricalcano creature d'ambrosia
soffocate da mera lucidità
si sfociano in semplici onori.
Con fatuo incanto s'accingono
in devastanti terreni incolti,
e con serpi di lucido profilo
s'avvarranno di uteri eterni.
Credenze soliste attendono
in pensieri ora deposti,
presto rimarranno incerti o sconfitti
dal cammino che ansiante li attende.