Fortezza di legami abbandonati.
Colore che sappia di luce.
Nonostante il dubbio, si continua a scalfire.
Affari poco visibili,
inerenti a quello che è stato fatto,
intrecciati con il puro bisogno di esserci.
Dimenticanze che si oppongono,
non hanno direzioni, non vogliono mostrarsi:
a quello che è il degenerante e improvviso sapere,
a quello che in pochi attimi tende ad elevarsi.
Per quanto si possa essere ignari
ci si ciba ossessivamente di luce,
in un casto e abituale ritmo che ne sancisce ogni speranza...
e di speranza si elegge il nostro abito,
fatto di scritture poco chiare,
lontane dal deformante istinto che osserviamo con stanchezza.
Debolezza che non aiuta ad allontanare.
Forza che può solo aiutare a coprire le ferite,
rimanendo pur certi di non infettare,
consapevoli nella speranza di non infettarsi.