Il più grande sogno

C'è un uomo che assiste ad un omicidio.
E' sempre stato il suo più grande sogno, assistere ad un omicidio.
Ha da sempre desiderato di possedere quell'immagine di terrore e angoscia,
cercando in tutti i modi di immedesimarsi nella vittima.
Un giorno quell'immagine prese il sopravvento.
L'uomo che assistette all'omicidio si è suicidato.

Scala

Vivo con il mio corpo.
Sono il corpo che vive nel pianto.
Lentamente mi accosto alla morte divina,
lentamente salgo e godo nel precipitare.

Cerchi

Lamentarsi di un lamento ricercato,
sperimentato, sgraziato, mancante di nome.
Le ultime conferme sono dovute dal fatto.

Così come il nome, lo si ascolta quando è importante,
altrimenti lo si lascia accantonato, con gli altri nomi,
così è l'interesse nel lamento, una parentesi che non si accantona, 
non muore, non si rigenera ma percorre se stesso...

ed è in se stesso che trova la pace, nell'annientamento dell'altro,
il quale richiede la ricerca di un nuovo lamento.

Revisione

Placati amico mio, placati,
resisti e placati, continua il tuo lavoro.
Placati amico mio, reagisci,
resisti e reagisci, continua a placare.

Di uomini come te sono rari,
placati e reagisci, ora hai il sentore giusto.
Di segni come i tuoi sono rari,
placati e reagisci, non hai più dubbi.

Spigoli

Fino a che punto si può vomitare tradimenti? Una domanda che mi assilla da un po di tempo. Tradire qualcuno non è necessariamente un motivo valido per accaparrare gratuitamente l'assoluto benefecio del benessere di vita, potere nell'avere, Io ho, Io domino sul mio futuro, ma non domino il mio passato.
Diventa passato quello che ho perduto, concetto faustiano, passato come forma lontana dal nostro volere futuro. Quello che si perde non potrà più tornare indietro, non esistono modi per recuperare il contratto. Il sangue è una componente troppo importante, di arcano interesse, non bisogna sprecarne neanche una goccia. Firmiamo quello che ci sta più a cuore, per il potere, rigettiamo l'immagine ricordo del sangue nel passato, per il potere proposto dal nostro volere in proiezione a quello che siamo stati, il puro gusto del dominio sul mondo. Vomito primordiale, e ancora vomito.
Giustificazioni poco inerenti all'Atto. Amore per l'ossessione di sentirsi vivo, amare. Oggetto del desiderio: un foglio dov'è stata incisa la condanna che non avrà importanza per nessuno, è solo un foglio, è solo il passato. Del sangue ne facciamo anche a meno se abbiamo la conferma di quello che ci aspetta, conferma data dalla sola importanza di presenziare l'evento, niente di meno casuale che ci possa essere. Il sangue lo si mescola all'inchiostro, per imbastardire il nostro senso di colpa, per pura vigliaccheria nei nostri riguardi, il senso di colpa ci avvolge come un manto di pipistrelli vampiro, pronti a cibarsi, allegoria per errore di vivere nel passato.
Iniziamo a tagliare i mezzi che ci appesantiscono, lasciamoli strascicare su un terreno straordinariamente fecondo, per un po, fino a distaccarci completamente, infine far finta di non badare d'aver perso il peso morto che portavamo con fatica, o meno, con disonore, rimaniamo perfettamente nei termini contrattuali.
Un dolore che non si sopporta, abbandonato come un vecchio straccio, su un terreno fertile, agisci, crea la tua nuova immagine d'odio e ricalca tutto te stesso fino a scomparire, sfregandoti contro una grossa pietra, l'unica pietra che si può trovare in quel terreno, lasciata li appositamente per i visitatori incauti, masochisti e fastidiosi. 
Libera il tuo dolore ora, cosa aspetti? Altro odio? In questo caso hai la possibilità di far crescere l'odio più grande che tu possa immaginare in quel terreno così fertile da innamorarsene. Ora sei pronto nuovamente ad innamorarti.