Concilio

Vivide pressioni di contatti in vano affanno.
Sapori di mancanze soffocate da rimandi.
Conquiste già segnate, sorridenti e impolverate.
Divini abbracci celeri di riflessi dimenticati.


Distruggono nell’organo più alto e veritiero
da tempi riaggiornato in ogni calda metratura,
s’innescano memorie fluttuanti in freddo coma
e nel capire il fondo svuoteranno altre gioie.


Sguardi ormai chinati e dissacrati dalle idee
si scambiano i segnali delle mimiche mancanze,
il solo atto puro ne rimanda la disfatta.
Nel tempo del candore si vorrà solo del buio.


Accolgono nell’area quelle forme già divise.
Rincorrono se stessi quando il lutto è appesantito.
Dei falsi e brevi crampi non si remora il dolore,
con presenza li nel tutto si ritorna al vero amore.

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