Immagini dal passato, per ricordare forme di sabbia.
Invenzioni mai esistite, tutto riciclato, moralmente sbagliato.
Confusioni quadre, materie che non cedono al soffuso e cadenzoso invito.
Agglomerati confusionali ritrovano nuova vita.
Dopo, la trasmutazione, l'essere riconquistato, per dare sfogo a un nuovo rito.
Dolori non comprensibili, le uniche cose a rimanere hanno un suono misurabile.
L'unico dolore mai provato, deve avere nuova materia,
una materia insana, ansimante, tagliata, multiforme, visionaria.
Nulla di pensato, nulla di desiderato.
Conosco i passaggi per merito di altri.
Conosco le forme, mancano i riferimenti.
L'immortalità mi rimarrà estranea, troppo distante da quello che mi appartiene.

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